Rivalutazione quote: scadenze 2026 e cosa rischi col ritardo
La rivalutazione delle quote è fatta di date. Sbagliarne una vuol dire perdere tutto il vantaggio fiscale, anche se hai già pagato la perizia. Per il 2026 i termini sono due e cadono nello stesso giorno: il 30 novembre. Vediamoli uno per uno, e cosa rischi se arrivi tardi.
Le tre date del 2026
Per rivalutare nel 2026 devi rispettare tre passaggi, in ordine. Sono questi:
- Possesso al 1° gennaio 2026: devi avere la quota in mano a quella data. Chi compra dopo non può rivalutare per quest'anno
- Perizia giurata entro il 30 novembre 2026: la stima del valore deve essere redatta e asseverata entro questa data
- Versamento entro il 30 novembre 2026: l'imposta sostitutiva (o la prima rata) va pagata entro lo stesso giorno
Pagamento in unica soluzione o in 3 rate
L'imposta si può versare tutta insieme oppure spalmata su tre anni. Se scegli la rateazione, sulle rate dopo la prima si pagano gli interessi del 3% annuo.
Il calendario delle rate per chi rivaluta nel 2026 è questo:
| Rata | Scadenza | Interessi |
|---|---|---|
| Prima rata | 30 novembre 2026 | nessuno |
| Seconda rata | 30 novembre 2027 | 3% annuo |
| Terza rata | 30 novembre 2028 | 3% annuo (cumulati) |
Il versamento nei termini è la condizione che perfeziona tutto
Questo è il punto più importante, e va capito bene. La rivalutazione si perfeziona con il pagamento dell'imposta (o della prima rata) entro il 30 novembre. Non basta la perizia: è il versamento puntuale a rendere valida l'operazione.
Tradotto: se fai la perizia ma non paghi entro la scadenza, è come non aver fatto nulla. E i soldi della perizia li hai comunque spesi.
Cosa rischi se sbagli o arrivi tardi
Saltare il termine del 30 novembre fa decadere la rivalutazione. Il valore della quota torna a essere quello originario e, alla vendita, pagherai il 26% sull'intera plusvalenza come se nulla fosse stato.
Attenzione anche alle rate: se scegli la rateazione, devi versare anche la seconda e la terza nei termini. Un ritardo sulle rate successive non fa decadere l'agevolazione già perfezionata, ma espone a sanzioni e interessi, che si possono sistemare con il ravvedimento operoso. Meglio non arrivarci.
Come muoversi per non rischiare
La regola pratica è una sola: non ridursi all'ultima settimana. La perizia richiede tempo (raccolta documenti, stima, asseverazione in tribunale) e l'asseverazione dipende anche dalle agende della cancelleria.
Conviene partire entro l'estate, così a novembre resta solo il versamento. Noi impostiamo il calendario a ritroso dal 30 novembre e teniamo sotto controllo ogni passaggio.
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Domande frequenti
Il 30 novembre 2026. Entro quella data devono essere pronti sia la perizia giurata sia il versamento dell'imposta sostitutiva (o della prima rata). Il possesso della quota, invece, è richiesto al 1° gennaio 2026.
Sì, fino a tre rate annuali di pari importo. La prima scade il 30 novembre 2026, le successive il 30 novembre 2027 e 2028, con interessi del 3% annuo sulle rate dopo la prima.
La rivalutazione non si perfeziona e decade. Il valore della quota resta quello originario: alla vendita pagherai il 26% sull'intera plusvalenza. Il costo della perizia, però, resta a tuo carico.
Fonti ufficiali
- Rivalutazione partecipazioni e terreni 2026: adempimenti e scadenze — FiscoeTasse
- Rivalutazione partecipazioni 2026: guida, calcolo e scadenze — Fiscomania
- Agenzia delle Entrate — Rideterminazione e affrancamento (PDF)
Contenuto informativo aggiornato a Giugno 2026. Non sostituisce una consulenza personalizzata: ogni situazione va valutata nel caso concreto.