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Successioni

Rinuncia all'eredità: quando conviene, costi e procedura (senza notaio)

Aggiornato: Giugno 2026·7 min di lettura

Non sempre ereditare conviene: se il defunto lascia più debiti che beni, accettare significa accollarseli. Per questo esiste la rinuncia all'eredità. Si può fare senza notaio, in tribunale, ma ci sono termini e trappole da conoscere — a partire dal fatto che, in certi casi, basta un gesto sbagliato per ritrovarsi eredi senza volerlo.

Cos'è e perché si rinuncia

Con la rinuncia dichiari di non voler accettare l'eredità. È retroattiva: chi rinuncia è considerato come se non fosse mai stato chiamato (art. 521 c.c.). Il motivo più comune è proteggersi dai debiti del defunto, che con l'accettazione passerebbero all'erede.

Si fa senza notaio: in cancelleria

La rinuncia è una dichiarazione che si riceve davanti a un notaio oppure al cancelliere del Tribunale del luogo in cui si è aperta la successione (art. 519 c.c.). La via della cancelleria è quella senza notaio e più economica.

La procedura passo-passo

In pratica:

  • Si prepara la dichiarazione di rinuncia con i dati del defunto e dell'eredità
  • Si prende appuntamento in cancelleria delle successioni del Tribunale competente
  • Si firma la dichiarazione davanti al cancelliere, con marca da bollo e imposta di registro
  • La rinuncia viene iscritta nel Registro delle Successioni

Quanto costa

Cifre indicative per il servizio (esclusi i tributi, che sono modesti):

ModalitàCosto indicativo
In cancelleria (senza notaio)250 – 400 €
Dal notaio500 – 1.500 €

I termini: attenzione al possesso dei beni

In generale il diritto di accettare o rinunciare si prescrive in 10 anni. Ma c'è una trappola: se sei nel possesso dei beni ereditari (per esempio vivi nella casa del defunto), devi fare l'inventario entro 3 mesi e decidere entro i 40 giorni successivi, altrimenti sei considerato erede a tutti gli effetti — debiti compresi.

Per questo, davanti a un'eredità con debiti, conviene muoversi subito e farsi seguire.

È definitiva? Gli effetti su figli ed eredi

La rinuncia può essere revocata finché l'eredità non è stata accettata da altri chiamati e non sono trascorsi i 10 anni (art. 525 c.c.). Attenzione però a un effetto poco noto: se rinunci, la tua quota può passare ai tuoi figli per rappresentazione. Se l'obiettivo è proteggere tutta la famiglia dai debiti, spesso devono rinunciare anche loro.

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Domande frequenti

Sì. La rinuncia si può fare in cancelleria del Tribunale del luogo di apertura della successione, senza notaio e a costi più bassi.

Possono passare per rappresentazione. Se vuoi proteggere l'intera famiglia da un'eredità in perdita, di norma devono rinunciare anche i discendenti. Ti aiutiamo a impostarlo correttamente.

In generale 10 anni, ma se sei nel possesso dei beni i termini si accorciano molto (inventario entro 3 mesi). Meglio non aspettare.

Fonti ufficiali

  1. Codice Civile, art. 519 (forma della rinuncia) — Brocardi
  2. Codice Civile, art. 521 (retroattività della rinuncia) — Brocardi
  3. Codice Civile, art. 525 (revoca della rinuncia) — Brocardi

Contenuto informativo aggiornato a Giugno 2026. Non sostituisce una consulenza personalizzata: ogni situazione va valutata nel caso concreto.