Impugnare un testamento: nullità, annullabilità, querela di falso
Un testamento si può contestare, ma non in qualunque modo e non per sempre. Le strade sono tre, con regole e tempi diversi: nullità, annullabilità e querela di falso. Sbagliare strumento o lasciar passare il termine significa perdere la causa in partenza. Vediamo come funzionano, senza giri di parole.
Nullità: i vizi più gravi, senza scadenza
La nullità colpisce i difetti più seri. Il testamento nullo non produce effetti e la sentenza si limita ad accertarlo: per questo l'azione non si prescrive mai e può proporla chiunque vi abbia interesse.
L'art. 606, primo comma, indica i casi tipici di nullità per difetto di forma:
- Nell'olografo: manca l'autografia (non è scritto a mano dal testatore) oppure manca la sottoscrizione
- Nel pubblico: manca la redazione per iscritto delle dichiarazioni da parte del notaio, oppure la sottoscrizione
- Sono nulle anche le disposizioni illecite, i patti successori e quelle a favore di chi non può ricevere
Annullabilità: vizi meno gravi, ma corri (5 anni)
Per ogni altro difetto di forma il testamento non è nullo ma annullabile: resta valido ed efficace finché un giudice non lo annulla su richiesta di chi vi ha interesse. E qui scatta il termine che fa la differenza.
L'azione di annullamento si prescrive in 5 anni. Il punto delicato è il momento da cui partono:
- Difetti di forma minori (es. data incompleta): 5 anni dal giorno in cui è stata data esecuzione alle disposizioni
- Incapacità del testatore (era interdetto o incapace di intendere e volere): 5 anni dall'esecuzione delle disposizioni
- Vizi della volontà — errore, violenza, dolo (la cosiddetta captazione, cioè raggiri per farsi nominare erede): 5 anni dal giorno in cui si scopre il vizio
Querela di falso e testamento contraffatto
Quando il sospetto è che il testamento sia falso — firma imitata, scritto da un'altra persona — lo strumento dipende dal tipo di testamento, ed è facile sbagliare.
Per il testamento pubblico, che è un atto pubblico e fa piena prova fino a prova contraria qualificata, serve la querela di falso: è l'unico modo per smontare ciò che il notaio attesta di aver fatto in sua presenza.
Per l'olografo, invece, le Sezioni Unite della Cassazione (sentenza n. 12307 del 2015) hanno chiarito che non serve la querela di falso: chi ne contesta l'autenticità deve proporre una domanda di accertamento negativo della provenienza della scrittura, e su di lui grava l'onere di provare il falso (di solito con una perizia grafologica).
Chi può impugnare un testamento
Non chiunque, ma chi ha un interesse concreto: cioè ricava un vantaggio reale dall'eliminazione del testamento o di una sua parte. In pratica sono quasi sempre:
- Gli eredi legittimi esclusi o ridotti dal testamento (figli, coniuge, parenti che erediterebbero in assenza di esso)
- I legittimari lesi nella loro quota di riserva, che però per la legittima usano un'altra azione (vedi sotto)
- Altri beneficiari di un testamento diverso o precedente, che tornerebbe efficace
Attenzione: lesione di legittima è un'altra cosa
Un errore frequente: se il problema è che il testamento ti lascia meno della tua quota di legittima, non lo impugni per nullità o annullabilità. Il testamento è valido. Lo strumento giusto è l'azione di riduzione, che si prescrive in 10 anni dall'apertura della successione. Trovi tutto nell'approfondimento sulla quota di legittima.
Distinguere bene le tre strade — nullità, annullabilità, riduzione — è metà del lavoro: ognuna ha termini e prove diverse. Qui il legale serve sul serio, e te lo diciamo: prima di avviare una causa, conviene una valutazione tecnica del caso.
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Domande frequenti
Dipende dal vizio. La nullità non ha termini. L'annullabilità si prescrive in 5 anni (dall'esecuzione delle disposizioni o, per i vizi della volontà, dalla loro scoperta). La lesione di legittima si fa valere con l'azione di riduzione entro 10 anni dall'apertura della successione.
No. Per l'olografo, secondo le Sezioni Unite del 2015, va proposta una domanda di accertamento negativo della scrittura, con onere della prova a carico di chi contesta. La querela di falso serve invece per il testamento pubblico.
No. Non è nullo: è valido ma lede la legittima. Il figlio può recuperare la sua quota con l'azione di riduzione entro 10 anni, non impugnandolo per nullità.
Fonti ufficiali
- Codice Civile, art. 606 (nullità del testamento per difetto di forma) — Brocardi
- Codice Civile, art. 624 (annullamento per violenza, dolo o errore) — Brocardi
- Cass. Sezioni Unite n. 12307/2015 sul disconoscimento dell'olografo — Studio Cataldi
Contenuto informativo aggiornato a Giugno 2026. Non sostituisce una consulenza personalizzata: ogni situazione va valutata nel caso concreto.