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Successioni

Dichiarazione di successione 2026: chi deve farla, quando, quanto costa

Aggiornato: Giugno 2026·8 min di lettura

Quando muore una persona, chi eredita deve dichiarare al fisco cosa ha ricevuto. Si chiama dichiarazione di successione e serve a calcolare le imposte e a intestare correttamente immobili e conti. Si fa tutto online, senza notaio: può occuparsene un commercialista o un CAF. Ecco come funziona, davvero.

Chi deve presentarla (e chi non deve)

Sono tenuti alla dichiarazione gli eredi, i chiamati all'eredità e i legatari. Basta che la presenti uno di loro: vale per tutti.

Si è esonerati solo quando ricorrono insieme tre condizioni: l'eredità va al coniuge e/o a parenti in linea retta, l'attivo non supera 100.000 € e non ci sono immobili. Se manca anche una sola di queste condizioni, la dichiarazione va fatta.

La scadenza: 12 mesi

Il termine è di 12 mesi dalla data di apertura della successione, che di norma coincide con la data del decesso. È il vincolo da segnare subito in agenda, perché il ritardo costa (vedi sotto).

La presentazione è solo telematica: tramite l'area riservata dell'Agenzia delle Entrate, il suo software, oppure affidandosi a un intermediario abilitato (commercialista, CAF, notaio).

Quanto si paga: imposte e franchigie

Se nell'eredità ci sono immobili, si pagano imposta ipotecaria (2%) e catastale (1%) sul valore catastale, con un minimo di 200 € ciascuna. Con l'agevolazione prima casa scendono a 200 € fisse ciascuna.

L'imposta di successione vera e propria dipende dal grado di parentela e scatta solo oltre la franchigia:

  • Coniuge e figli (linea retta): 4%, ma solo sopra 1.000.000 € a testa
  • Fratelli e sorelle: 6% sopra 100.000 €
  • Altri parenti fino al 4° grado: 6%, nessuna franchigia
  • Tutti gli altri: 8%, nessuna franchigia

Novità dal 2025: l'autoliquidazione

Per le successioni aperte dal 1° gennaio 2025 l'imposta non la calcola più l'ufficio: la autoliquidi tu (o chi presenta per te) in base ai dati della dichiarazione.

Il versamento avviene con F24 entro 90 giorni dal termine di presentazione, ed è rateizzabile.

Le volture catastali

Gli immobili vanno reintestati agli eredi al Catasto. La voltura si chiede di solito insieme alla dichiarazione (è automatica): un passaggio in meno e nessuna pratica separata da ricordare.

Ritardi ed errori: cosa si rischia

La dichiarazione omessa costa il 120% dell'imposta dovuta; se il ritardo è entro 30 giorni si scende al 45%. La dichiarazione infedele (dati sbagliati che incidono) costa l'80% della differenza.

Per i ritardi c'è il ravvedimento operoso, che riduce molto le sanzioni se ci si muove spontaneamente. Meglio sistemare prima che arrivi l'Agenzia.

I documenti da preparare

  • Documento e codice fiscale del defunto e di tutti gli eredi
  • Certificato di morte (o autocertificazione) e stato di famiglia storico
  • Testamento, se esiste, con verbale di pubblicazione
  • Atti di provenienza degli immobili (rogito, donazione, precedente successione)
  • Visure e rendite catastali aggiornate di immobili e terreni
  • Dichiarazione della banca con i saldi alla data del decesso
  • Passività deducibili: spese funebri, mutui, debiti documentati

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Domande frequenti

No. La dichiarazione è una pratica fiscale telematica che può essere gestita da un commercialista o da un CAF. Il notaio serve solo per atti specifici (es. la pubblicazione di un testamento olografo).

I tributi dipendono dall'eredità. Per il servizio professionale il mercato parte da circa 250 € per i casi semplici (soli beni mobili) e cresce con il numero di eredi, immobili e passività. Da noi il prezzo è sempre chiaro prima di iniziare.

Per le successioni dal 2025 si autoliquida e si versa con F24 entro 90 giorni dal termine di presentazione, con possibilità di rateizzare.

Fonti ufficiali

  1. Agenzia delle Entrate — Dichiarazione di successione: come e quando
  2. Agenzia delle Entrate — Imposta di successione: aliquote e franchigie
  3. Agenzia delle Entrate — Come pagare le imposte

Contenuto informativo aggiornato a Giugno 2026. Non sostituisce una consulenza personalizzata: ogni situazione va valutata nel caso concreto.